Tommaso Nencioni

Arrighi a Pyeongchang. Verso un nuovo ordine multipolare?

È ancora troppo presto per valutare l’impatto della lettera che, attraverso la sorella, il leader nord-coreano Kim Joung-un ha fatto pervenire al suo omologo del Sud, Moon Jae-in. L’incontro al vertice, ammesso che si arrivi a celebrare, sarebbe comunque il terzo (anche se il primo da oltre dieci anni), e dei precedenti poche tracce sono rimaste, se non negli archivi degli esperti di diplomazia. Lo scambio di cortesie avvenuto sotto l’ombrello di questa tregua olimpica può però essere spia di un cambiamento nello scenario…

Cinque proposte di senso comune per finanziare la democrazia

E così, tra bivacchi al Nazareno, portacenere volanti a sinistra, marxisti candidati coi fascisti (la sinistra, pare, “non li ha capiti”), capocomici e imprenditori che gli dan giù di bianchetto per mettere in chiaro chi si può candidare a esser candidato, si è consumata la notte della presentazione delle liste elettorali. Una bella premessa per la campagna elettorale che ci attende. E già da qui si getta una bella luce sulla legislatura prossima ventura. Che alcuni pronosticano breve, ma che, c’è da scommettere, non…

La sinistra italiana e la seconda repubblica che non sa morire

La scelta della leadership costituisce un momento saliente nella vita delle forze politiche. Lo è sempre stato, al di là della denuncia – talvolta sacrosanta, talvolta astorica – sulle involuzioni personalistiche dei partiti nel corso della cosiddetta seconda repubblica. Lo è sempre stato, anche (soprattutto?) nell’epoca di auge dei grandi partiti di massa. Lo è sempre stato nei periodi di crisi, quando – ci ricordava Gramsci – il venir meno delle vecchie fedeltà politiche favorisce la disgregazione di movimenti strutturati e l’emergere di “uomini…

Le elezioni tedesche nel contesto europeo

Sarebbe difficile spiegare i 16 anni di guida Merkel in Germania senza considerare l’egemonia che in Europa la cancelliera ha saputo consolidare nel corso della crisi – e, per certi versi, proprio grazie alla crisi. Questione tedesca e questione europea sono legate. Lo sono fin dal consolidarsi in Stato-nazione di quell’area che dalla metà del XIX secolo conosciamo come «Germania». Probabilmente, anzi, non esisterebbe una questione europea se non esistesse, incardinata al centro del vecchio continente, una questione tedesca. La Germania nasce come Stato…

Più spesa sociale!

È ormai troppo corta la coperta dell’austerità. Anche per quei governi e quei partiti che dall’entrata in vigore dei trattati di Maastricht sembrano trarre legittimità meno dall’appoggio popolare che dal presentarsi come i guardiani dell’ortodossia monetarista e neoliberale di fronte ai «mercati». L’Italia ha ormai da più di un ventennio un avanzo primario di bilancio: tradotto in parole per tutti comprensibili, lo Stato prende ai cittadini di più rispetto a quanto rende loro in termini di servizi. La possibilità di ottenere uno sforamento dei…

Il popolo come antidoto alla depoliticizzazione

Ognuna delle recenti tornate elettorali, non solo quelle che hanno riguardato i nostro Paese, ha avuto la sua coda di commenti allarmati circa i presunti rischi dell’antipolitica. Un concetto che risulta però poco azzeccato. Se è vero che dietro le fortune in termini di consensi di formazioni esplicite nel rifiuto di articolazioni politiche tradizionali, quando non dell’intero quadro costituzionale tradizionale, stava comunque una spinta ad individuare soluzioni collettive alla crisi sistemica che attraversa l’Occidente. Poteva disorientare che la protesta anti-sistema fosse rivolta al di…

Le istituzioni nei passaggi d’epoca. La lezione di Gramsci

Le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della scomparsa di Antonio Gramsci si saldano quest’anno con il centenario della rivoluzione russa. Una notevole messe di studi ha teso a “depurare” il pensiero del Gramsci maturo – quello dei Quaderni del Carcere – dall’eredità del leninismo. Tuttavia, senza voler addentrarsi nella querelle che ha appassionato storici e filologi di diverse scuole, l’impatto dell’Ottobre sul politico comunista sardo non può essere rinnegato, e neppure sbiadito, in base a letture contingenti dettate dall’esigenza generale di rimozione dell’evento rivoluzionario dalla…

Retoriche coloniali dei Dijsselbloem d’Europa

Dietro la retorica da padrone delle ferriere del ministro delle finanze olandese Dijsselbloem («mi raccomando buonuomo, non se li beva tutti all’osteria») si nasconde la configurazione dell’Europa come spazio gerarchico. Di cosa si parla, quando si parla di «Europa a due velocità», se non di una divisione del lavoro basata su un centro propulsore – l’ex area del marco – dedito alla haute finance e all’alta specializzazione tecnologica, e una periferia mediterranea e orientale che fornisce manodopera a basso costo e prodotti a bassa…

Contro le “soluzioni”

“Di fronte a un problema , i populisti cercano subito un colpevole, mentre i riformisti, testardi, cercano soluzioni” [dalla mozione di Matteo Renzi per le primarie del Partito Democratico] Va preso sul serio Matteo Renzi quando traccia questa linea di confine tra “riformisti” e “populisti”. Va preso sul serio perché ha ragione. In questo distico, tratto dalla mozione che accompagna il rignanese nella sua nuova scalata al Partito Democratico, è infatti condensata tutta l’essenza del riformismo dell’ultimo ventennio, e allo stesso tempo la ragione…

Pd, un partito nato fuori tempo massimo

La crisi che sta attraversando il Pd riguarda e interroga tutte le forze progressiste: non tanto per continuare a coltivare l’illusione che l’ennesima diaspora di gruppi dirigenti sia di per sé sufficiente a garantire un riscatto dei subalterni. Ma perché è lo specchio nazionale della più generale crisi istituzionale che sta attraversando tutto l’occidente. Il Pd è fallito perché è fallita la cornice dentro la quale era stato costruito, quella della governance neoliberale. La costituzionalizzazione cioè dell’idea che all’interno delle società, finalmente pacificate in…