25 aprile: basta con questa vuota retorica

«Oggi l’ossequio esteriore alla Liberazione non è più messo in discussione, la sua simbologia è divenuta talmente diffusa da prestarsi a banalizzazioni e improvvisazioni estemporanee, come nel proclamare da parte governativa il 25 aprile “festa del coraggio”, svuotata di ogni riferimento storico. E non a caso, dopo aver votato la fiducia su una legge elettorale che di fatto abrogava la democrazia parlamentare, i deputati della maggioranza intonavano Bella ciao. Per questo negli ultimi anni la ricorrenza del 25 aprile appare sempre più una mesta cerimonia…

«Basso contro alto» per battere globalisti e sovranisti

L’elezione di Donald Trump potrebbe costituire l’avvio di una profonda ristrutturazione degli schieramenti in campo: di quelli politici e di quelli dei loro supporters, che agiscono al di fuori della sfera politico-elettorale, ma che con i partiti in senso proprio hanno legami strettissimi: marciano divisi, per colpire uniti. Da un lato c’è uno schieramento che potremmo chiamare «globalista». Per esso la consegna del pianeta al mercato è giusta e inevitabile. In linea di massima questo è lo schieramento che al momento prevale alla guida…

Jean-Luc Mélenchon e l’aringa di Bismarck

Ricordo l’ammirazione che mi suscitava Jean-Luc Mélenchon quando si parlava di politica francese anni addietro a La Tuerka. Allora non ero un dirigente politico e tentavo di esplorare, dalla modestia della nostra televisione e dalla facoltà, insieme a molti di coloro che in seguito diventeranno punti di riferimento di Podemos, le possibilità di una politica diversa rispetto a quelle che offriva la sinistra realmente esistente. Jean-Luc era un vero socialista, uno che abbandonò un partito [il Partito socialista francese, Ndr] che al pari della…

Mélenchon, il “terzo incomodo”

Le elezioni più imprevedibili del 2017 si arricchiscono di una nuova sorpresa. Dopo aver visto (l’irresistibile?) ascesa dell’ex ministro dell’Economia Emmauel Macron ed il crollo dei Repubblicani di Fillon, la nuova sorpresa delle presidenziali francesi potrebbe avere il nome ed il volto di Jean-Luc Mélenchon. Gli ultimi sondaggi posizionano infatti il 65enne eurodeputato al terzo posto, a circa il 18% delle intenzioni di voto, davanti ai due candidati dei partiti tradizionali (socialisti e repubblicani) e dietro solo al liberale Macron e alla conservatrice post-fascista…

Riprenderci la sovranità per fermare gli insuccessi dell’UE

Alcuni giorni fa abbiamo caricato il video sottotitolato (vedi sotto) del discorso pronunciato da Pablo Iglesias alla Camera bassa spagnola il 15 marzo 2017. A continuazione vi proponiamo la trascrizione integrale: Grazie signora Presidentessa. signor Mariano Rajoy, le proporrò di iniziare un dibattito di Stato, un dibattito senza pressioni, perché credo che non stiamo parlando di un tema minore. Nonostante lei debba ringraziare i redattori del suo discorso, credo che vi sia in esso un errore frequente quando parliamo di UE, cioè quello di…

Trattati Roma, nulla da festeggiare. Il progetto europeo è in frantumi

A porre il sigillo sulla celebrazione del 60° anniversario dei Trattati di Roma ci ha pensato con qualche giorno di anticipo il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Affermando, in allusione ai Paesi del sud Europa, che non si può spendere in donne e alcol per poi chiedere aiuto a terzi, cioè ai Paesi del nord, l’olandese si è cacciato in un mare di polemiche proprio in corrispondenza di una data simbolica che diversi leader europei, oggi riuniti nella capitale italiana, stanno cercando di cavalcare al…

Retoriche coloniali dei Dijsselbloem d’Europa

Dietro la retorica da padrone delle ferriere del ministro delle finanze olandese Dijsselbloem («mi raccomando buonuomo, non se li beva tutti all’osteria») si nasconde la configurazione dell’Europa come spazio gerarchico. Di cosa si parla, quando si parla di «Europa a due velocità», se non di una divisione del lavoro basata su un centro propulsore – l’ex area del marco – dedito alla haute finance e all’alta specializzazione tecnologica, e una periferia mediterranea e orientale che fornisce manodopera a basso costo e prodotti a bassa…

Contro le “soluzioni”

“Di fronte a un problema , i populisti cercano subito un colpevole, mentre i riformisti, testardi, cercano soluzioni” [dalla mozione di Matteo Renzi per le primarie del Partito Democratico] Va preso sul serio Matteo Renzi quando traccia questa linea di confine tra “riformisti” e “populisti”. Va preso sul serio perché ha ragione. In questo distico, tratto dalla mozione che accompagna il rignanese nella sua nuova scalata al Partito Democratico, è infatti condensata tutta l’essenza del riformismo dell’ultimo ventennio, e allo stesso tempo la ragione…

La “pasokizzazione” della socialdemocrazia europea

Un nuovo spettro si aggira per l’Europa. E a ben vedere Karl Marx è presente anche stavolta. Uno spettro che assomiglia sempre più ad una malattia virale, con sintomi che si propagano da anni, nazione per nazione, tanto da scomodare il recente dibattito politico europeo, nel tentativo di schematizzarne forme e contenuti, partendo dal darle almeno un nome riconoscibile: “pasokizzazione“. Per pasokizzazione si intende il crollo impietoso dei partiti socialdemocratici europei. Quel centro-sinistra che per amplificare le proprie chances di governo ha abbracciato negli…

L’Europa, da trent’anni al fianco della finanza

La crisi finanziaria del 2007-9 può essere considerata una conseguenza di quel trentennale processo di finanziarizzazione – termine di cui esistono diverse definizioni ma che per semplicità possiamo identificare con il peso e il potere crescenti assunti dalla finanza e dal capitale finanziario nell’economia – che fu la risposta (indubbiamente geniale) del capitalismo alla stagnazione dei salari provocata dalla guerra vittoriosa ingaggiata dal capitale nei confronti del lavoro nel corso e per mezzo di quella che è stata definita la “controrivoluzione neoliberista”. In sostanza,…