La “pasokizzazione” della socialdemocrazia europea

Un nuovo spettro si aggira per l’Europa. E a ben vedere Karl Marx è presente anche stavolta. Uno spettro che assomiglia sempre più ad una malattia virale, con sintomi che si propagano da anni, nazione per nazione, tanto da scomodare il recente dibattito politico europeo, nel tentativo di schematizzarne forme e contenuti, partendo dal darle almeno un nome riconoscibile: “pasokizzazione“. Per pasokizzazione si intende il crollo impietoso dei partiti socialdemocratici europei. Quel centro-sinistra che per amplificare le proprie chances di governo ha abbracciato negli…

L’Europa, da trent’anni al fianco della finanza

La crisi finanziaria del 2007-9 può essere considerata una conseguenza di quel trentennale processo di finanziarizzazione – termine di cui esistono diverse definizioni ma che per semplicità possiamo identificare con il peso e il potere crescenti assunti dalla finanza e dal capitale finanziario nell’economia – che fu la risposta (indubbiamente geniale) del capitalismo alla stagnazione dei salari provocata dalla guerra vittoriosa ingaggiata dal capitale nei confronti del lavoro nel corso e per mezzo di quella che è stata definita la “controrivoluzione neoliberista”. In sostanza,…

Grande è la confusione sotto il cielo a Parma

Il processo di disfacimento del Pd ha fatto sentire i suoi effetti anche a Parma rendendo la campagna elettorale delle forze di sinistra che partecipano alle amministrative di maggio 2017 estremamente interessante e istruttiva. Se ne è avuto un prologo con la campagna per le primarie del centrosinistra, rivelatasi un’edizione quanto mai confusa e schizofrenica, con candidati che si presentavano per raccogliere le firme a sostegno della propria candidatura e poi le ritiravano per appoggiarne altri, il segretario provinciale del Pd che appoggiava un…

Pd, un partito nato fuori tempo massimo

La crisi che sta attraversando il Pd riguarda e interroga tutte le forze progressiste: non tanto per continuare a coltivare l’illusione che l’ennesima diaspora di gruppi dirigenti sia di per sé sufficiente a garantire un riscatto dei subalterni. Ma perché è lo specchio nazionale della più generale crisi istituzionale che sta attraversando tutto l’occidente. Il Pd è fallito perché è fallita la cornice dentro la quale era stato costruito, quella della governance neoliberale. La costituzionalizzazione cioè dell’idea che all’interno delle società, finalmente pacificate in…

Post-neoliberismo e la politica della sovranità

La crisi della globalizzazione neoliberista che si sta manifestando a diverse latitudini, e che è stata dimostrata in maniera eclatante dalla vittoria della campagna per la Brexit nel Regno Unito e dal successo di Donald Trump nelle presidenziali americane, ha risuscitato una delle più antiche e polverose tra tutte le nozioni politiche: l’idea di sovranità. Di solito intesa come l’autorità dello Stato di governare sul suo territorio, la sovranità è stata a lungo considerata un residuo del passato in un mondo sempre più globale…

Le condizioni dei ragazzi italiani in Australia

Secondo gli ultimi dati diffusi dal rapporto Migrantes, al 1 gennaio 2016 gli iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) sono 4.811.163[1], in un trend in continuo aumento dai primi anni 2000. In particolare, nel 2014, 107.529 persone hanno lasciato l’Italia in un movimento che dal 2006 al 2016 è aumentato esponenzialmente del 54,9%, raggiungendo addirittura la cifra record di 147 mila unità nel 2015[2]. Tra questi sono sempre di più i laureati, almeno 25 mila nel 2015, +13% sull’anno precedente. Il flusso di questa…

Dalla parte degli ignoranti

Pochi giorni fa è apparso su Pagina 99 un articolo, “Sono élite e me ne vanto”, che tenta di far passare la falsa idea di una contrapposizione tra il mondo della cultura e quello della gente comune, dove gli “acculturati” dovrebbero imbarcarsi in una battaglia a difesa dell’élite da loro rappresentata. Ora, se da una parte l’articolo contiene un richiamo condivisibile contro l’anti-intellettualismo reazionario in espansione – che attacca le competenze e l’istruzione gettando discredito verso le forme del sapere, di cui molti di…

Napoli città ribelle

  Quando Luigi de Magistris è riconfermato sindaco di Napoli con oltre il 66% dei consensi durante le amministrative di giugno 2016, molti – tra politici e media nazionali – definiscono l’avvenimento come “fenomeno populista” e “l’anomalia Napoli”; in diversi casi preferiscono silenziarlo e metterlo da parte per lasciar spazio alle vittorie del M5S e alla pesante sconfitta del cosiddetto establishment politico in città importanti come Roma e Torino. Hanno ragione, d’altronde come definire con precisione uno scenario in cui un candidato lontano dai…

Vizi e virtù del populismo a 5 Stelle

Cos’ha apportato il Movimento 5 Stelle alla prospettiva di un populismo democratico? E cosa promette di apportare? Si potrebbero offrire due risposte lapidarie: “abbastanza” e “poco o nulla”, rispettivamente. La “finestra populista” nasce quasi sempre da una crisi della democrazia rappresentativa. Si tratta innanzitutto di un enorme aumento della distanza fra la legittima autorità ed il “popolo”. Una distanza provocata da una classe politica autoreferenziale, per la quale il concetto di accountability è un guscio vuoto che non va oltre una legittimazione elettorale sempre…

Nancy Fraser: «Per un nuovo populismo progressista»

La lettura del mio saggio da parte di Johanna Brenner non coglie la centralità del problema dell’egemonia. Il punto centrale è che il capitale finanziario ha raggiunto il dominio odierno, oltre che con la forza, anche attraverso il “consenso”, come lo chiama Gramsci. Forze che favoriscono la finanziarizzazione, la globalizzazione delle imprese e la deindustrializzazione sono riuscite a conquistare il Partito Democratico statunitense, ho affermato, perché hanno presentato queste politiche, palesemente contrarie ai lavoratori, come progressiste. I neoliberisti hanno conquistato potere ammantando il loro progetto…