Riprendiamoci quello che è nostro

Senso Comune - Riprendiamoci quello che è nostro

Da quanto non voti con entusiasmo? Eppure nel nostro paese, tra le sue giovani generazioni, tra chi ha sofferto la crisi, esistono le energie per mettere in campo un progetto nuovo e condiviso. Un progetto che parli alle maggioranze sociali e non alle minoranze politiche. Un progetto per riprenderci quello che è nostro.

 

Finalmente. Le peggiori elezioni della storia della nostra amata Repubblica sono alle spalle. Ne escono fuori due vincitori che, in modi diversi, hanno fatto della politica anti-establishment la propria carta vincente. Tuttavia, c’è ben poco di che rallegrarsi. Né il M5S né la Lega hanno i numeri per governare da soli; del resto è da escludere che le dirigenze di queste due formazioni possano fornire risposte adeguate a quei problemi socio-economici che pur sono alla base della loro ascesa politica. Il presagio è che questa fase non porterà a nulla di buono: il Paese è spaccato e i programmi di questi soggetti mancano ampiamente il bersaglio.

Nel frattempo però, va riconosciuto che questo risultato è il sintomo di uno scontento ampio e trasversale. La rappresentanza politica in Italia è allo sbando: le sue scelte, la sua ipocrisia, la sua incapacità di far fronte ai problemi del Paese sono sotto gli occhi di tutti. La sensazione diffusa è che, nonostante un’affermazione numericamente importante, M5S e Lega non abbiano davvero restituito la speranza. Esiste la possibilità di mettere in campo un progetto con le carte in regola che riporti la gente, dopo tanti anni, a votare con entusiasmo?

Ciò che manca è un disegno politico complessivo, che identifichi dove stanno davvero le tare che affossano l’Italia. Dietro una classe politica inetta infatti, si stagliano élite ben più pericolose. Potentati economici che agiscono di rapina nel totale disinteresse della vita della gente comune. Banche che giocano sporco con i risparmi dei lavoratori. Grosse aziende che arraffano denari pubblici per poi delocalizzare. Senza contare le mafie, i cui raccapriccianti affari formano una zona grigia con il settore finanziario. E infine l’Unione Europea, che da luogo di raccordo dei popoli, si è trasformata in un mostro burocratico, che impone tagli alla spesa sociale.

Così, mentre in pochi aumentano a dismisura rendite e patrimoni, 18 milioni di italiani sono a rischio povertà. Una generazione di giovani è stata costretta a sopravvivere di lavoretti. Molti pensionati faticano a farsi bastare mensilità ridicole. Migliaia di lavoratori vedono l’orizzonte della pensione allontanarsi di interi lustri. Piccole e medie aziende, botteghe di artigiani sono sferzate da una competizione impari. Non basta incolpare i politici ed è raccapricciante responsabilizzare gli immigrati della situazione che viviamo.

Fra poco più di un anno ci saranno le elezioni europee. Crediamo che non si possa restare con le mani in mano. Quegli ideali di giustizia, di protezione e di riscatto devono essere strappati da quei soggetti che li hanno momentaneamente intercettati e indirizzati verso strade senza via di uscita. Per farlo, vogliamo attrarre nuove, entusiaste energie per controbattere l’indecente propaganda del vecchio ordine con il fine di costruirne uno nuovo, inclusivo e giusto. Che torni a dar sicurezza alle persone e le faccia guardare al futuro con ottimismo.

Siamo convinti che sia ora di dire basta ai politicanti, nuovi e vecchi; basta ai partiti azienda; basta alle cricche al servizio dei potenti. Uniamoci e aiutiamo a far emergere quel senso comune ormai sempre meno sotterraneo che grida “basta a questa vita insicura e pericolosa a cui siamo stati costretti da austerità e tagli“. Uniamoci e costruiamo un movimento per andare di nuovo alle urne con entusiasmo e speranza; perché il voto torni ad essere un punto altissimo della vita sociale di tutti noi.

Abbiamo bisogno di te, che ti sei astenuto nonostante la tua coscienza ti dicesse di andare a votare, perché davvero questa volta non ce la facevi.

Abbiamo bisogno di te, attivista del M5S, che ti sei sentito tradito dalla deriva oligarchica del tuo partito diretta da qualche oscuro “esperto di comunicazione”.

Abbiamo bisogno di te, donna e uomo di sinistra, che ti senti umiliato dopo l’ennesimo fallimento e una campagna elettorale fatta per portare in Parlamento gli stessi di sempre, i quali hanno spacciato la loro sistemazione lavorativa per la soluzione dei problemi del Paese.

Abbiamo bisogno di te, che sei stanco dei soliti ritualismi e di una sinistra minoritaria che parla solo a quelli già convinti con formule vecchie e logore.

Abbiamo bisogno di te, che hai votato partiti di destra per protestare contro un sistema che percepisci come iniquo, ma che nel fondo sai che il vero problema non sono i migranti, ultimi tra gli ultimi, ma quei loschi figuri che entrano ed escono dai consigli di amministrazione.

Abbiamo bisogno di te, cittadina attiva, che ti sei impegnata nel volontariato, nel sociale, perché le logiche di partito ti fanno schifo, ma che la politica la segui e sai che potrebbe essere un’attività bellissima se ci fossero persone come te a condurla.

Abbiamo bisogno di te, che di politica non ti sei mai interessato perché non ti senti adatto, ma vedi che chi oggi fa politica è spesso un furbetto carrierista che non ha davvero a cuore i problemi quotidiani che ti toccano da vicino.

Abbiamo bisogno di te, che hai una competenza professionale che non viene valorizzata, nei servizi pubblici, nella libera impresa, nella scienza e nella ricerca.

Abbiamo bisogno di te, donna che non accetti più di avere di fronte ostacoli per poterti realizzare e raggiungere le tue ambizioni, e vuoi cominciare o continuare a lottare efficacemente per cambiare relazioni di potere che nulla hanno di naturale o predeterminato.

Abbiamo bisogno di te, che paghi le tasse e non accetti più di essere testimone dello spreco di risorse pubbliche, accompagnato da discorsi roboanti che ti dicono che “non ci sono più soldi” per giustificare le angherie cui sei costretto.

Abbiamo bisogno di voi, lavoratrici e lavoratori precari, e delle vostre madri e dei vostri padri, preoccupati del futuro incerto ma non sconfitti né rassegnati all’andazzo cui ci vogliono abituare a colpi di perdite di diritti sociali.

Abbiamo bisogno di voi, di tanti di voi, di tutti voi. Abbiamo bisogno di noi. Costruiamo insieme un movimento per cambiare l’Italia.

Il Senso Comune siamo tutti noi. Riprendiamoci quello che è nostro.

 

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