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Lo spettacolo del calcio. 3 – Le emozioni

Ieri si è entrati nel vivo del Mondiale di calcio, con tre partite ed un’altalena di emozioni.
Dalla calma di Uruguay-Egitto, alla noia di Marocco-Iran e, infine, le emozioni di Portogallo-Spagna.

Saliamo anche noi sull’altalena e riviviamo le emozioni della seconda giornata della fase a gironi.

Uruguay – Egitto

L’Egitto, orfano dell’infortunato Salah, è sicuramente molto meno pericoloso. Schiera tutti i suoi effettivi in difesa e prova a colpire in contropiede, ma senza la classe sopraffina del fuori classe del Liverpool, il primo tiro arriva solo al 27′ del secondo tempo.

La Celeste si schiera con un classico 4-4-2 che non facilita la circolazione veloce della palla. A metà campo Vecino e Betancourt addormentano la partita e, salvo qualche rara occasione, non succede nulla per quasi tutto il match.

Suarez non è il solito cannibale e invece di mangiarsi gli avversari, letteralmente e non, si mangia solo i gol.  Più concreto Cavani che impegna spesso El Shenawy e prende un palo.
A quindici minuti dalla fine, i sudamericani decidono di spezzare la maledizione dell’esordio mondiale senza vittorie e si gettano in avanti. L’arrembaggio finale paga.
Cross di Godin per la testa di Gimenez e vittoria a 2′ dalla fine.

Marocco – Iran

Il match può essere riassunto facilmente con una nota canzone dei CCCP “Noia”.
Le statistiche sono impietose 6 tiri in porta, 3 per parte.

Il Marocco colleziona le sue occasioni praticamente in una sola azione, un batti e ribatti in area che si infrange contro il muro della difesa iraniana.

L’Iran invece spalma le sue occasioni lungo tutto l’arco della partita, un tiro in porta ogni 30 minuti di gioco.
Al 95°, a tempo praticamente scaduto, a sorpresa la partita si sblocca.
Corner di Hajisafi e colpo di testa perfetto di Aziz Bouhaddouz, peccato che l’attaccante marocchino abbia sbagliato porta…

Portogallo – Spagna

Le grandi emozioni arrivano dalla serata di Sochi. C’è il “derby” iberico tra il Portogallo di Cristiano Ronaldo e la corazzata spagnola.

La partita si accende subito: bastano appena 3 minuti per vedere CR7 tagliare la difesa spagnola come se fosse burro ed essere steso in area da Nacho. Calcio di rigore e gol.

La Spagna prova a cercare il pari che trova al 24′. Diego Costa si beve la difesa lusitana e insacca alla destra di Rui Patricio.
Passano altri 20 minuti, impreziositi dalla traversa di Isco, e sale in cattedra De Gea. Il portiere spagnolo, memore delle papere del suo collega Karius nella finale di Champions, manca clamorosamente la presa su un tiro non irresistibile di Ronaldo che così firma il 2-1.

Dopo nemmeno un quarto d’ora della ripresa la Spagna non solo fa 2-2 con Diego Costa in versione rapace d’area di rigore, ma con una botta violenta e mancina di Nacho (palo-gol) ribalta addirittura il risultato.

Al minuto 87 Quaresma viene steso sulla trequarti, alla battuta si presenta Cristiano Ronaldo. Il fenomeno lusitano disegna una parabola perfetta che scavalca la barriera, e toglie le ragnatele sotto l’incrocio dei pali.
È il 3-3 che mette la ciliegina sulla torta di una partita stupenda.