Palermo: come approfondire l’eredità di Orlando?

Leoluca Orlando, per gli amici Luca, per il popolo palermitano Sinnacollando, non è semplicemente l’attuale sindaco del capoluogo siciliano, ma il Sindaco per antonomasia: cinque mandati, il primo nel lontano 1985, complessivamente diciotto anni di amministrazione della città, in attesa della fine dell’attuale mandato, nel 2022.

Non si può negare che nelle due ultime sindacature, successive ai disastri subiti dalla città nel decennio amministrato dall’esponente berlusconiano Cammarata, Palermo abbia avuto una svolta: con le pedonalizzazioni e le limitazioni del traffico il centro storico è stato riqualificato e rivitalizzato, il riconoscimento del percorso Arabo Normanno da parte dell’Unesco e la vittoriosa candidatura come Capitale della cultura 2018 hanno contribuito ad aumentare i flussi turistici e a proiettare in Italia e all’estero l’immagine di una città diversa dallo stereotipo mafioso a cui era stata relegata per decenni.

Accanto alle luci, le ombre: un’emergenza abitativa con oltre duemila famiglie in lista d’attesa, le periferie mal servite dal servizio di trasporto pubblico, spesso invase da cumuli di rifiuti ed escluse dal servizio di raccolta differenziata porta a porta, peraltro altra nota dolente della giunta Orlando:  la differenziata è infatti ferma al 15%, con la discarica di Bellolampo prossima al collasso.

La contrapposizione tra le luci del centro e le ombre delle periferie non è casuale: rispecchia una tendenza presente su tutto il territorio nazionale, con una divaricazione tra la qualità della vita del centro e le difficoltà degli abitanti delle periferie, divaricazione che spesso diventa politica, e che sfocia nel voto per la destra salviniana da parte di chi vive ai margini delle zone a traffico limitato; Lega che infatti anche a Palermo sta cominciando a radicarsi e che dispone di due consiglieri comunali.

E proprio l’inclusione delle periferie nel risorgimento palermitano dovrebbe essere l’obiettivo primario di questi ultimi anni di sindacatura, ed anche il collante di un progetto da presentare ai cittadini palermitani per il dopo Orlando. Un’eredità non facile da costruire, visto il passaggio di Orlando nelle file del Partito Democratico. Un partito che ormai si è consolidato come rappresentante delle classi benestanti che vivono nelle zone centrali delle città, fautore di un liberismo economico che impone tagli ai bilanci comunali, privatizzazioni dei servizi pubblici, emigrazioni di massa, specie nel mezzogiorno d’Italia (da Palermo vanno via circa duemila cittadini all’anno, spesso giovani), per la cronica mancanza di lavoro dovuto ad uno Stato che  da decenni prende sempre più risorse di quanto ne eroga, a causa dei folli vincoli imposti dall’Unione Europea.

Tra le file della maggioranza di Palazzo delle Aquile potrebbe toccare a Sinistra Comune, un laboratorio civico fuori dagli schemi partitici che conta quattro consiglieri ed un assessore, il compito di lanciare un progetto di prosecuzione e di miglioramento dell’era Orlando, aperto alle tante esperienze civiche che contribuiscono al riscatto della città, e anche a quella parte di Movimento cinque stelle scontento da una opposizione spesso pretestuosa al punto da opporsi con la continua ricerca di cavilli burocratici ad un provvedimento di interesse ecologico e sociale quale quello dell’ampliamento della linea tramviaria alla periferia Nord.

Lo stesso Movimento cinque stelle, ormai prossimo ad un svolta che lo porterà a vagliare alleanze civiche alle prossime elezioni amministrative, potrebbe prendere esempio dagli errori di questa consiliatura, contraddistinta peraltro da una grande conflittualità interna, e contribuire ad un progetto in cui la tutela dell’ambiente e il mantenimento delle pubblicità dei servizi locali, che fin dalla nascita lo accomunano con le battaglie della sinistra, non potranno che essere punti fondamentali.

Palermo potrebbe diventare un laboratorio politico dove cominciare a costruire un’alternativa credibile sia ad un governo a trazione leghista, sia al ritorno al potere di un Partito Democratico al servizio dei grandi potentati economico-finanziari; un laboratorio di alternativa politica che è proprio il progetto a cui guarda la nostra associazione Senso Comune, impegnata a costruire a livello nazionale e locale una proposta che metta al centro il lavoro e la giustizia sociale, l’ecologia e la sovranità popolare.

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