Il processo di Renzi agli elettori

Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana un politico ha processato gli elettori. Sì, un processo, né più né meno. Questo è avvenuto quando Matteo Renzi si è presentato di fronte alle telecamere per commentare il risultato elettorale. Armato della sua migliore faccia da schiaffi, Renzi è arrivato insultando, sgomitando, alzando la voce, come si direbbe dalle sue parti «facendo il ganzo». Se l’è presa con tutti, perfino con Minniti dandogli del perdente per non aver vinto nel collegio di Pesaro, quando in realtà, il vero perdente, è proprio Renzi: perdente alle comunali, alle provinciali, alle regionali, al referendum e oggi arci-perdente delle politiche. Poi, dagli insulti, si è passati al processo agli elettori. In estrema sintesi il renzi-pensiero è questo: «siccome siete dei poveri cretini non vi siete accorti che in Italia va tutto bene. Il PD ha fatto ripartire il paese e voi non ve ne siete neanche accorti, stupidi ingrati che non siete altro!!». Ciò che si può facilmente dedurre è che chi vota il PD è intelligente mentre tutti gli altri sono degli stupidi populisti: rozzi, violenti ed incontentabili. Tutta gente che vuole vivere al di sopra delle proprie possibilità mentre quelli seri (quelli del PD) stanno lì a «farsi il mazzo, a realizzare, a sbattersi per far ripartire questo paese», mentre gli altri sanno solo criticare. Solo chi vota PD comprende la realtà, solo quei sei milioni di elettori sanno apprezzare la grandiosità delle gesta renziane, tutti gli altri 54 milioni di italiani sono dei poveretti. Nemmeno Berlusconi arrivò a tanto con il famoso «quelli di sinistra sono coglioni», che poi, a vedere com’è finita la sinistra, forse tutti i torti non li aveva.

Grazie a Dio questa volta il giocattolo si è rotto, la sciocca retorica del «fare» si è fermata al 18% e in questi giorni non dover sentire la vocetta da professorini dei piddini è un vero sollievo. Che poi sono buffi quelli del PD, fanno quasi tenerezza se non facessero venire il nervoso, gente che sa solo dirti: «il Jobs Act? Ma almeno è qualcosa. La Buona Scuola? Ma almeno è qualcosa. La disoccupazione all’11.5%? Ma prima era al 12, almeno è qualcosa». A questi qua non frega niente se poi la disoccupazione reale è al 30%, come non gli frega niente del fatto che la precarietà ti distrugge la vita, come non gliene frega niente del fatto che nelle regioni più povere del paese si vota Cinque Stelle mentre il PD resiste solo nei quartieri dei ricchi. E non gliene frega niente perché in quei quartieri loro ci vivono. «Ma è ovvio!!» direte voi, si lo è, ma vaglielo a spiegare a quel 18% talmente democratico che appena perde le elezioni comincia a dire che bisogna limitare il diritto di voto, che bisogna espatriare e che l’Europa ci deve commissariare: alla faccia della democrazia!!

Non contento Matteo Renzi ha poi fatto il bis caricando su internet questo simpaticissimo video dove, oltre ad imitare Tony Montana, ripete una seconda volta le solite baggianate battendo addirittura i pugni sul tavolo: un Renzi prepotente, ricattatore, sicuro e sfacciato ma in realtà pavido, incerto e disperato. Da grande promessa a flop in soli tre anni, Matteo Renzi è finito e non ci mancherà. Matteo Renzi che dopo il referendum ha sfidato una seconda volta il popolo italiano uscendo di nuovo sconfitto, e poi, in preda al delirio, ha deciso che quel popolo andava processato. Non si era però accorto che il processo era già finito la sera prima, quando, chiuse le urne, il popolo aveva trovato nei Cinque Stelle e nella Lega Nord i suoi avvocati difensori. Sono i migliori avvocati possibili? Assolutamente no, ma d’altra parte per adesso sono gli unici sulla piazza e a nessuno piacerebbe presentarsi ad un processo senza avvocato. Sulla sentenza però non ci sono molti dubbi: Matteo Renzi è colpevole e deve sparire.

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