La nostra scommessa

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Ad ogni tornata elettorale si rinnovano le ragioni del nostro manifesto fondativo. La sinistra è statica nella sua componente riformista quanto irrilevante in quella radicale. Il PD è impossibilitato ad avanzare per la sua natura conservatrice e diventa semmai casa di chi teme derive autoritarie. Il movimento 5 stelle non si è dimostrato all’altezza della sfida che ha posto al sistema, finendo per divenire la ruota di scorta della destra salviniana. Una destra che appunto si fa giorno dopo giorno più baldanzosa e apparentemente inarrestabile. Ma ricordiamoci il 40% di Renzi: non si distrugge a chiacchiere l’austerità. La Lega dice di voler sfasciare l’Europa e voler salvare l’Italia, ma col regionalismo differenziato si muove nella direzione opposta, quella cioè di rafforzare l’Europa tedesca e sfasciare l’Italia.

Ma avere ragione non basta. Da anni si affastellano tra i progressisti pagine e pagine di analisi “giuste” senza che poi queste vengano tradotte in una proposta adeguata di rilancio delle aspirazioni popolari. È venuto il momento di giocare la partita in prima persona. Anche perché, tornando al nostro manifesto, da quelle pagine possiamo trarre ancora molta linfa per tornare all’azione, per metterci in camino.

La nostra scommessa è che non tutta la gigantesca ondata di astensione sia dovuta alla cosiddetta antipolitica, e che anzi attraverso il rifiuto di “questa” politica si possa esprimere il desiderio di una politica nuova.

La nostra scommessa è che il fallimento del grillismo di governo non abbia determinato una crisi terminale dell’effervescenza che il M5S aveva saputo suscitare, e che sia possibile coinvolgere chi da essa era stato attivato politicamente in un nuovo disegno progressista.

La nostra scommessa è che il “voto utile” al PD che ancora si produce sia motivato da sincere preoccupazioni per la tenuta del nostro sistema costituzionale, e che allo stesso tempo non sia un voto immobilizzato in uno zoccolo duro identitario.

La nostra scommessa è che addirittura il voto massiccio a favore della Lega non sia ancora solidificato in un blocco sociale strutturalmente di destra e impermeabile ad una azione contro-egemonica, e che non sia irrimediabilmente persa per una forza progressista la battaglia per la rappresentazione delle paure e delle aspirazioni popolari.

La nostra scommessa è quella di attivare fin da subito una struttura politica organizzata in maniera innovativa, messa in campo da facce nuove e che si faccia portatrice delle istanze dei giovani, delle donne, dei lavoratori, da un punto di vista socialista, ecologista e patriottico.

Senso Comune mette a disposizione di tutte le donne e gli uomini che lo vogliono il patrimonio accumulato in questi tre anni, e allo stesso tempo si apre al contributo e alle opzioni ideali di chiunque voglia accompagnarci. Per la costruzione, fin da subito, di questo nuovo movimento. Non è facile entrare dal nulla nell’arena, fino ad oggi non lo abbiamo ritenuto possibile. Ma ora ci vogliamo muovere, con l’aiuto di tutti.

Se po fà, ma facciamo presto e facciamolo in tanti!

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