La Lega comanda e la sinistra starnazza

«La tendenza a diminuire l’avversario è di per se stessa un documento della inferiorità di chi ne è posseduto. Si cerca infatti di diminuire l’avversario per poter credere di esserne vittoriosi» – Antonio Gramsci, Q. 8, § 158.

Sono giorni strani questi. A quanto pare la principale occupazione della sinistra è quella di dire che Cinque Stelle e Lega sono pazzi. Sono pazzi perché non sanno cosa fanno. Sono pazzi perché sono barbari. Sono pazzi perché cercano il voto degli «italioti» (chissà poi cos’è un italiota). Sono pazzi perché… Perché? Perché? Perché sono pazzi! Facile no? E a quanto pare vent’anni di antiberlusconismo acritico non hanno insegnato niente.

La tendenza manifestata dalla sinistra è evidente: cercare di sminuire l’avversario. E in questo caso la scusa è il famoso «contratto di governo». Ma nel frattempo la realtà (fregandosene della sinistra) procede a grandi passi. Il programa giallo-verde è palesemente un guazzabuglio, un insieme di proposte e discorsi contraddittori ma, che ci piaccia o no, non fa venir meno un dato centrale: Cinque Stelle e Lega parlano di problemi e contraddizioni reali e sono gli unici a farlo in tutto il panorama politico. Le soluzioni a me non piacciono e credo non piacciano anche a molti altri, ma non è certo colpa dei «grillo-leghisti» se negli ultimi trent’anni in Italia si è parlato solo di cavolate mentre la disoccupazione cresceva, le pensioni diminuivano e gli ospedali chiudevano. Nel frattempo però gli avversari di Grillo&Salvini, come dei pugili suonati, non fanno altro che scrivere su facebook: «ambulanza! Chiamate un’ambulanza!!», «la liretta, rivogliono la liretta!!», «i lager, vogliono i lager per rinchiuderci i migranti» (quest’ultima effettivamente è abbastanza vera però si dovrebbe anche dire che Minniti ha fatto scuola).

Per definizione un programma politico non può comporsi di sole stupidaggini. Non si può pensare che in quaranta pagine ci siano scritte solo cose sbagliate e riprendendo una delle argomentazioni più superficiali sentite in questi giorni: «anche Hitler aveva delle buone idee». Ecco è proprio questo il punto, anche i grillo-leghisti hanno delle idee (oltre al 50% dei voti). Prendiamone quattro a caso: abolizione della Fornero; taglio del debito pubblico; reddito di cittadinanza; nazionalizzazione di Monte dei Paschi di Siena. Seriamente, esiste qualcuno che può pensare che siano proposte folli o irrilevanti?

Esiste davvero qualcuno che crede che si possa lavorare fino al giorno prima della tomba? Allo stesso modo non so quanto sia «possibile» tagliare 250 miliardi di debito ma sfido qualcuno a dire che è sbagliato che l’Italia si presenti in Europa a battere i pugni più forte che può. E chiedere il taglio di 250 miliardi di debito vuol dire battere i pugni molto forte ed è un modo come un altro per dire che il ministro dell’economia italiano non è la Merkel o Draghi. Possiamo però proseguire e vedere che l’Italia è un paese impoverito e mostruosamente diseguale. Il reddito di cittadinanza sarà anche un palliativo, però non bisogna prendere in giro chi non arriva alla fine del mese e vede nei «400 euro regalati dallo stato» un possibile sollievo alla peggiore delle malattie: la povertà. In ultimo, proprio ieri, Monte dei Paschi ha perso l’8% in borsa semplicemente perché nel «contratto» c’è scritto che va nazionalizzata per «riorientare gli obiettivi dell’istituto di credito in un’ottica di servizio» e non di speculazione. Anche qui sfido chiunque a dire che c’è qualcosa di sbagliato nel dire che MPS va nazionalizzata.

Sottolineo ancora una volta che questo articolo non vuole mostrare apprezzamento verso il nascente governo, questo articolo però vorrebbe far riflettere su un problema importante. Mentre l’opposizione si straccia le vesti e grida all’arrivo dei «penta-nazifascisti», mentre la sinistra si preoccupa di starnazzare sguaiatamente, se il futuro governo farà anche solo una parte delle quattro cose sopracitate andate tranquilli che Cinque Stelle e Lega governeranno non per cinque anni ma più probabilmente per quindici o venti. Vogliamo fare opposizione ai giallo-verdi? Se sì allora cominciamo a capire perché hanno il 50% dei voti e cominciamo a distinguere, tra le cose che dicono, quelle sbagliate da quelle sensate. Tutto il resto è moralismo.